Arte e Cultura

Arte e cultura nel mio Casale a Pratovecchio Stia

La “scoperta” della mia terra

Il mio casale a Stia

 

La scoperta del silenzio. Dopo anni passati negli uffici Rai, pieni di gente cha va e viene, l’andirivieni di persone, carte, telefoni, progetti, tutto in velocità stressante mi sono incamminata in una ricerca, quella della felicità…..infatti quando mi chiedono: che cosa è la felicità? Ed io rispondo…..sta nei posti belli, nelle tovaglie a quadretti rossi e bianchi, nei vini buoni, nelle persone gentili, dove la natura profuma di terra dove sento l’odore di casa mia, dove rinasco mille volte, ogni volta che torno a casa.

Il mio casale in Toscana, a Pratovecchio Stia, dove fin da piccola ho sentito un sapore antico, quello della mia terra, che fa parte della mia vita, che mi accompagna in ogni evento cadenzando i momenti, fa ridere la mia anima, mi accompagna fra la gente. E mi fa ritrovare casa mia, in ogni campo che guardo perché ogni distesa di verde mi ricorda la mia casa, quella dei miei genitori, dei nonni, il mio sogno fin da ragazzina è stato quello di ritornare, ritrovare la mia storia, le stanze da ristrutturare, i camini, le pentole di rame, la grande casa dalle porte azzurre cielo….come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Era da anni che accarezzavo il mio sogno, quello di   ritornare a casa mia, ma non solo fisicamente, ma con il cuore e l’anima, imprenditorialmente, ristrutturare dove sono stato bambina, ritornare a vivere nella mia vecchia casa di famiglia, ritrovare le stanze che raccontano storie, ma con l’evoluzione dei tempi, essere flessibili e aperti a nuove idee e concetti. Proporre una chiave di lettura della storia del mio paese per ridonarle la centralità che merita, senza dimenticare un importantissimo risvolto: il rapporto fra il «desiderio di capire» e la «passione di trasmettere».

Qui ho fatto la scoperta del silenzio, sia della natura che di quello che amavo di più, scrivere, di tutto, dei posti di grande bellezza girovagando nei campi, fra le vigne, fra i solchi di terra, i terrazzamenti, ed è stato come scoprire l’acqua calda, ho capito l’importanza di scrivere per avvicinare le persone alla natura, all’olio, al pane, ma anche per farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano, bisogna incontrare contadini, vignaioli, casari, ristoratori autentici.

La mia è stata una storia in evoluzione, a stretto contatto con il territorio ma anche con la gente che vuole raccontare, di se, dei pensieri più intimi, ma anche degli altri, delle donne, degli amori e dei dolori, ho voluto conoscere le storie, il lavoro, gli amori per poi raccontarli, cercando di raccontare il piacere e la speranza, per costruire il futuro: quello dell’oggi.

E oggi riscopro anche l’amicizia, quella vera, quella che non conosce il tempo, quella che è una sorta di amore, dare senza la pretesa di ricevere, quella dell’arte di un amico caro, Luciano Schifano, che abbiamo perduto un mattino di un freddo inverno, che, per dirla con il poeta Khalil Gibran, «Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare». È dal silenzio che nasce la poesia delle opere di Luciano Schifano che diventano grandi e immense davanti al trascorrere del tempo.

Luciano mi ha regalato una vita nuova, e con la vita nuova ho raggiunto la libertà di essere me stessa, cercata e rintracciata attraverso la scrittura. Mi sono arricchita della storia di una donna alla ricerca di sé e della propria realizzazione. I colori delle sue opere, forti e decisi, mi hanno donato la vitalità che mi è servita per affrontare giornate convulse diventate costruttive. La serenità mi ha trovato sola, ma con un bagaglio prezioso, rappresentato dalle mie storie e da quelle degli altri, da curare, da accudire, da sostenere. E’ il dono fatto alla donna, ma anche agli uomini in un tempo difficile, una carezza per attraversare tempi inimmaginabili.

In questo tempo si sviluppa un progetto, nasce da un Amico caro che torna a farmi visita. Ho raccolto con amore alcune sue opere, alcuni disegni, nel mio casale toscano, ristrutturato in modo conservativo, a Pratovecchio Stia, dove andare a ritrovare il suo pensiero, la sensibilità e l’abilità profusa a piene mani. Instancabile Luciano, eclettico artista, su più fronti e più orizzonti, finalmente ha trovato casa e la quiete di un luogo inviolabile, a futura memoria, e qualcuno che lo ha apprezzato e ammirato per l’arte elargita, ne sarà custode. Non ha fatto della sua arte commercio e ne andava fiero. Purtroppo questo ha significato per lui un’emarginazione e un danno non da poco. E’ seguito l’oblio. Più di uno mi ha sconsigliato di procedere nel recupero. Finalmente la persona che mi è più cara ha sentenziato: “Luciano era amico tuo?” Alla risposta affermativa è seguito: “Allora fallo, prenditi cura di Luciano”.

Ed eccomi qua a sorvegliare e vigilare sul forte valore affettivo di una vicenda che mi pone a sostegno di un’artista che ha spaziato per le strade di Stia e inondato di colore il Museo dell’Arte della Lana in una delle sue ultime spettacolari mostre.

Caro Luciano, ora hai una casa, un casale in Toscana, a Pratovecchio Stia.

Pensieri e storie dell’anima di Lorena Fiorini,

Lorena Fiorini 

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