Oggi abbiamo il piacere di esplorare le profondità emotive e creative dietro al nuovo singolo di Laetum, intitolato “Pezzi di…”. Un brano straordinariamente personale, nato da un impeto creativo con la chitarra in mano, che esplora i sentimenti di tradimento e delusione amorosa, ma anche di resilienza e apertura emotiva.

“Pezzi di…” si distingue per il suo approccio sincero e riflessivo nei confronti delle relazioni interpersonali. Attraverso il brano, Laetum ci invita a riflettere sulla dolorosa esperienza di sentirsi sfruttati o traditi da chi si credeva vicino. Eppure, nonostante il dolore, il messaggio centrale del brano incoraggia a non chiudere il cuore al mondo, a non lasciare che le ferite passate ostacolino la nostra capacità di dare e ricevere amore.

Il titolo del singolo, ironico e provocatorio, gioca con le aspettative dell’ascoltatore, preparando il terreno per un’esplorazione delle dualità umane: vulnerabilità e forza, ingenuità e saggezza. Con “Pezzi di…”, Laetum dimostra una volta di più la sua abilità nel trasformare le esperienze personali in arte universale, invitando ognuno di noi a un viaggio introspettivo e catartico.

Nell’intervista che segue, la cantautrice ci aprirà le porte del suo mondo artistico, raccontando come sia nato il singolo, le sfide incontrate durante la scrittura, e come spera che la sua musica possa risuonare e influenzare chi l’ascolta. Un viaggio attraverso le emozioni più sincere, che promette di essere tanto intenso quanto illuminante.

Come ti sei avvicinata al mondo della musica?
La mia passione per la musica è nata fin da quando ero bambina, ricordo che mio padre spesso in casa o in auto mi faceva sentire i dischi di Battisti e De Andrè. All’età di 11 anni poi ho iniziato a prendere le mie prime lezioni di chitarra e da lì non ho mai smesso di fare musica.

Quali sono i cantanti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
Sicuramente Lucio Battisti, in generale ho sempre ascoltato molto cantautorato italiano. Per quanto riguarda artisti attuali, mi ritrovo nel genere indie, ascolto molto Calcutta, Gazzelle ed i pinguini tattici nucleari.

Quanto è difficile emergere oggi nella musica?
Molto, sicuramente lo era anche in passato ma penso che ora ci sia moltissima concorrenza e sia davvero difficile riuscire ad emergere.

È uscito il tuo nuovo singolo. Quali sono i temi trattati e cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo?
Pezzi di… è un brano che ho scritto di getto e parla di quanto donare a noi stessi alla persona sbagliata possa farci sentire feriti ed usati, ma il messaggio che vorrei far passare è positivo, nonostante magari in quel momento ci sentiamo estremamente stupidi, cambiare, chiuderci e smettere di donarci agli altri non è la cosa giusta da fare, perché ci impedisce di essere noi stessi e di conoscere persone che potrebbero veramente farci del bene. Il titolo ovviamente non rispecchia il reale contenuto del brano l’ho scelto proprio per lasciare libera interpretazione a chi ascolta, anche se poi nel testo specifico che sono pezzi di… vetro, quelli che ci hanno feriti.

Quanto c’è di autobiografico nel brano?
Il brano è prettamente autobiografico, parla delle mie sensazioni e dei pensieri di quel momento, ma penso che molte altre persone abbiano vissuto una situazione simile e possano identificarsi nel mio testo e nella mia musica.

Quali saranno i tuoi prossimi passi discografici?
Attualmente sto lavorando a nuovi brani in studio che usciranno presto, non posso svelare molto altro.

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