Nicole Sabatini - LO SGUARDO NUDO

Incontriamo Nicole Sabatini in occasione dell’uscita del suo libro “LO SGUARDO NUDO”

Nicole Sabatini - LO SGUARDO NUDO
Nicole Sabatini – LO SGUARDO NUDO

E’ uscito il 22 aprile, disponibile in tutte le librerie e piattaforme online “Lo sguardo nudo”, il primo libro di Nicole Sabatini

Note d’Autore

Nicole Sabatini, nata a Pesaro nel 1977, è una mente eclettica con una laurea in Scienze della Formazione all’Università degli Studi Roma Tre. Dopo anni trascorsi nella frenetica Capitale, ha scelto di ritornare alle sue radici, dedicandosi all’educazione professionale nella sua città natale. Parallelamente, coltiva la passione per la pittura e la scrittura, e talvolta si esibisce come burlesque performer, aggiungendo un tocco di sorprendente versatilità alla sua identità artistica.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

“Lo sguardo nudo” sembra offrire una prospettiva intima sull’esperienza umana. Qual è stato il momento più difficile da condividere con i lettori e come hai affrontato la sfida di esporre la tua vulnerabilità attraverso le parole?

Non ritengo ci siano stati momenti o aspetti particolarmente difficili da condividere. Gli argomenti affrontati non sono semplici, ma ho cercato di esporli con chiarezza e obbiettività, utilizzando un approccio comunicativo diretto. Penso che trattare di vulnerabilità sia importante perché la vulnerabilità accomuna tutti gli esseri e riconoscere le proprie fragilità significa fare un passo in più verso la conoscenza di sé e dunque verso la propria autenticità. C’è a ogni modo un altro concetto che emerge forte dal libro e che trascende quello della vulnerabilità, ed è l’invulnerabilità dell’Essere.

Oltre alla tua esperienza personale, quali opere letterarie o artisti ti hanno ispirato nella creazione di “Lo sguardo nudo”? In che modo queste influenze si sono manifestate nel tuo stile e nel contenuto del libro?

Le opere che più mi hanno accompagnata nella maturazione dei concetti esposti nel libro sono opere di matrice spirituale sia antiche che contemporanee. Tra queste, alcuni dei Vangeli gnostici ad esempio. Ci sono state inoltre persone che si occupano di discipline spirituali e relazione d’aiuto a cui mi sono rivolta in momenti di difficoltà personale e che sono per me insegnanti e punti di riferimento.

Il tuo libro sembra abbracciare una visione molto umanistica dell’esistenza. Qual è stata la tua motivazione principale nel creare un’opera che celebra la complessità e la bellezza dell’essere umano?

“Lo Sguardo nudo” non è nato dall’idea premeditata, da parte mia, di pubblicare un’opera. Io ho sempre scritto, anche solo per me stessa, mossa da una necessità di chiarezza introspettiva o per dar luce a spinte intuitive. Ho però avvertito, a un certo punto, che alcuni di questi scritti sarebbero potuti diventare un dono più vasto e si è dunque delineata in me l’idea di una pubblicazione. Molte delle riflessioni presenti nel libro, in effetti, hanno un valore che va oltre la sfera personale e abbracciano una dimensione universale dell’esistenza.

“Lo sguardo nudo” invita i lettori a guardare oltre la superficie delle cose per scoprire una verità universale. Qual è stata la tua più grande rivelazione personale che ha contribuito a plasmare questa prospettiva nella tua opera?

Penso che la vita stessa sia una rivelazione continua, sempre se si hanno la disposizione e l’apertura per coglierne i messaggi. Sicuramente ci sono state delle esperienze che più di altre hanno influito nella maturazione dei concetti esposti. La sofferenza, unita a una forte volontà di ricerca e risposte, hanno fatto la loro parte.

La tua esperienza nell’educazione professionale ha influenzato il tuo approccio alla scrittura di “Lo sguardo nudo”? In che modo hai applicato principi educativi o di apprendimento nel comunicare le tue idee ai lettori?

Penso che i due aspetti siano inscindibili e che si nutrano reciprocamente. Essere educatori significa stare a contatto con le complessità, i limiti, le ombre, le potenzialità e la bellezza dell’essere umano. E questi sono proprio i temi affrontati nel libro. Come educatrice inoltre, ho sempre cercato di cogliere una luce, una bellezza incontaminata, anche nei soggetti più problematici o difficili. E anche questo è un tema ricorrente nel libro e che emerge, ad esempio, nelle pagine in cui scrivo di guarigione e salvezza.

“Lo sguardo nudo” sembra offrire una guida per una vita autentica e consapevole. Qual è il cambiamento più significativo che speravi di ispirare nei lettori attraverso il tuo libro e come pensi possa influenzare le loro vite?

Innanzitutto tengo a precisare che non è mia intenzione insegnare niente a nessuno, anche perchè mi ritengo molto più un’allieva che una maestra. Chiarito ciò, se questo libro potrà in qualche modo accendere dei barlumi di consapevolezza, inspirare intuizioni, o essere fonte di riflessione e magari di aiuto, avrà già ampiamente adempiuto alla sua funzione.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato, alla prossima allora…

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