“Incubo” è un brano malinconico, che affronta un viaggio nel passato tramite l’autore, che passando davanti a quella che era la sua scuola ripensa ai propri giorni da adolescente, quando le domande da porsi erano tante: Come saremo da grandi? Riusciremo a realizzare i nostri sogni o ci dovremo accontentare di un modello di vita classico e standardizzato? Come viviamo lo scorrere del tempo? Riusciremo a vivere veramente come vogliamo o saremo costretti a reprimere i nostri più grandi desideri?
La canzone esplora queste tematiche e cerca di immedesimarsi nelle incertezze e nelle paure del futuro che abbiamo quando siamo giovani, pieni di sogni e desideri, che non sappiamo se la vita e il tempo ci daranno la possibilità di realizzare. L’unica cosa che sappiamo è che in un modo o nell’altro dovremo imparare a crescere.

In occasione dell’uscita del nuovo singolo incontriamo il cantautore toscano Will Tibet.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?
Come dico sempre è un po’ difficile da dire, ma la musica ha sempre fatto parte di me, in casa si è sempre respirata.
Anche prima di cominciare a farla, mi ricordo che il mio viaggio in macchina accompagnato per andare alle elementari, non poteva essere fatto senza il mio Mp3 e le cuffiette che alla fine mandavano le stesse canzoni in ripetizione..
Quando mia mamma in quei periodi mi ha iscritto a lezioni di chitarra, è partito un amore che non è mai finito, anzi è sempre cresciuto e ancora oggi continua a crescere.
La chitarra si è poi unita all’altra mia grande passione, che è quella della scrittura. Da lì ho poi spaziato in tantissimi generi musicali negli anni a venire, dal Folk al Pop, Rap, un po’ di tutto insomma, ma in ogni caso mi sono avvicinato alla musica dai primi anni della mia vita.

Quali sono i cantanti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
Sono tantissimi perché amo tantissimi generi musicali, infatti vado un po’ a periodi quando si parla di musica da ascoltare.
Sono molto legato ai valori della vecchia scuola italiana e sono cresciuto ascoltando i vari De Gregori, Battisti, Dalla, De Andrè e moltissimi altri.
Vivendo in un’ epoca relativamente lontana ho sempre guardato quel periodo storico/musicale con grande fascino, mi sarebbe piaciuto nascere in quel contesto e vivere sulla mia pelle lo stile di vita degli artisti del tempo.
Tuttavia amo anche la musica moderna e ci sono veramente centinaia di musicisti che stimo; in questo momento particolare mi ascolto tanto i cantanti Folk messicani, come Ed Maverick, El David e Kevin Kaarl. Fanno un genere acustico in cui mi rivedo molto e sto apprezzando tanto quella wave.

Quanto è difficile oggi emergere nella musica?
Di sicuro è molto difficile e ci sono molti modi di vedere la cosa.
Se anni fa non avevamo una grande vetrina come quella dei social o i talent, che ti possono dare una spinta grandissima, adesso è anche vero che la concorrenza è cresciuta a dismisura, perché al giorno d’oggi fare musica di qualità è diventato molto più accessibile di una volta e ogni giorno escono centinaia di brani o artisti nuovi, quindi spiccare in mezzo a un mercato molto saturo non è semplice.
Di sicuro quello che non è cambiato e non cambierà mai è che la dedizione, la perseveranza e le cose fatte bene alla fine ti portano a dei risultati, quindi non ci resta che fare quello che abbiamo sempre fatto al meglio delle nostre possibilità.

È uscito il tuo nuovo singolo. Quali sono i temi trattati e cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo?
Il mio nuovo brano, “Incubo” tratta dei temi che riguardano riflessioni che prima o poi tutti ci troviamo a dover fare.
Parte tutto con me, che passando dalla mia vecchia scuola ripenso ai giorni da studente, nel periodo della maturità con mille pensieri in testa su cosa avrei fatto e come sarebbe stato una volta affacciatomi nel mondo dei grandi.
Da qui nasce il titolo “Incubo” perché è una parola che racchiude le reali paure che affronto nel testo; il terrore che ho sempre avuto di ritrovarmi ingabbiato in una vita “normale”, con gli stessi orari, la stessa routine, le stesse abitudini per rincorrere il Weekend e le festività. L’incubo di cui parlo rappresenta un po’ tutto quello che non vorrei ottenere dalla vita, che comunque è una sola e andrebbe vissuta come vogliamo realmente, senza reprimere i nostri desideri/piaceri e sentirci oppressi.

Quanto c’è di autobiografico nel brano?
Il brano è al cento per cento autobiografico e parlo delle mie sensazioni/esperienze, o parlo a terze persone tenendo comunque conto dei miei pensieri.
È un po’ in realtà quello che accade nella maggior parte dei miei testi. Difficilmente mi sono ritrovato a scrivere cose che non mi abbiano mai realmente coinvolto personalmente, anche se per carità è capitato.
In ogni caso questo pezzo, come gran parte dei miei lavori come dicevo, è tutto frutto del mio vissuto ed è totalmente autobiografico.

Quali saranno i tuoi prossimi passi discografici?
Al momento mi godo l’uscita di questo pezzo, è stato frutto di tanto lavoro fatto insieme ad UpMusic dopo aver vinto il contest che mi ha portato al mio primo contratto discografico. Sto ricevendo un riscontro molto positivo e le persone si stanno congratulando con me ogni giorno, questo mi rende molto orgoglioso.
Ciò non significa che io mi stia rilassando ovviamente, sono già pronto per le prossime mosse e sono pieno di musica da far sentire al mondo, non vedo l’ora e adesso il mio focus è incentrato su questo, restare costante e far vedere ogni lato di me, che vi farò conoscere con la mia musica.
Le sorprese saranno tante e fanno tutte parte di un viaggio che è appena cominciato e sono impaziente di proseguire.

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