Il Castello sulla Collina è un romance effervescente e leggermente alcolico. A.I. Cudil riesce a confezionare una storia romantica, divertente e frizzante, assolutamente da non perdere

L’abbiamo incontrata e parlato del romanzo e dei prossimi impegni.

Buongiorno sig.ra Cudil e grazie di essere qui. Il castello sulla collina non è il suo primo lavoro. Ma come è nato questo progetto? Buongiorno grazie per la disponibilità a ospitarmi. L’idea di un romanzo che parlasse dei luoghi in cui vivo mi è venuta diversi anni fa, in effetti l’ispirazione mi è venuta frequentando persone dell’ambiente vinicolo, mi aveva incuriosito la loro precisione e il puntiglio con cui affrontavano ogni singola operazione produttiva. Ne ero rimasta affascinata, così ho iniziato a rimuginarci sopra poi per un motivo e per un altro ho sempre posticipato la stesura di questa storia e solo l’anno scorso mi sono messa con costanza e l’ho conclusa.

Possiamo dire che Il castello sulla collina non è solamente un romance, ma anche uno spaccato su un ambiente meno conosciuto come quello vinicolo? Sì, Il castello sulla collina è un enor-omance perché la produzione vinicola è parte fondamentale della storia, crea il fil rouge che unisce tutti i personaggi e permette di mostrare vari aspetti di un mondo variegato e in evoluzione

Come nascono i due protagonisti: Cecilia e Wolfgang? Cecilia rappresenta un simbolo delle donne nel mondo del vino, incarnando l’aumento del loro impatto in un settore storicamente dominato dagli uomini. Cecilia celebra l’importante contributo femminile all’industria vinicola, sottolineando il ruolo essenziale delle donne nell’innovazione e nella preservazione delle tradizioni. Wolfgang invece è nato come il personaggio che vuole opporsi al destino già scritto, indipendente ma legato alla famiglia, rappresenta la difficoltà di conciliare passato e futuro.

Quanto dell’autrice c’è nel personaggio femminile? Poco o nulla, in realtà io mi identifico molto con il protagonista maschile, che ha due nomi come me e che, a seconda della situazione, usa l’uno o l’altro. Alex si oppone con tutte le forze alle tradizioni venete ma alla fine se ne innamora e non riesce più a lasciare le colline di Valdobbiadene, proprio come è capitato a me. Cecilia ha di me probabilmente la praticità e il fatto di amare molto la propria famiglia e di fidarsi di loro.

Quali sono gli ingredienti per una buona narrazione che tenga il lettore sempre incollato al romanzo? Nella letteratura di genere ci sono delle regole molto precise su come debba essere scritto un romanzo, poi sono ci diversi altri elementi di cui tenere conto come la caratterizzazione e la coerenza dei personaggi, la credibilità dei dialoghi e il ritmo narrativo. Io però ritengo che l’elemento più importante sia quello che mi è stato insegnato in uno dei primi corsi di scrittura che ho fatto. La scrittrice e sceneggiatrice che lo teneva ci disse che in ogni scena deve accadere qualcosa che porti avanti l’azione, se non accade niente la storia si siede. Quindi piccolo o grande che sia il movimento generato nella scena deve esserci o il lettore si annoia.

Dove porterà questo libro? Ha delle date per le presentazioni?

Nei prossimi mesi ho fissato alcune presentazioni di cui sono felice di parlare.

Sabato 20 Aprile alle ore 18:30 al Bistrot Letterario a Vigonza, Padova.

Venerdì 26 Aprile alle ore 18:30 L’appuntamento è a Leggi e Gusta, Vago a Verona.

Il 9 e 10 maggio sarò al Salone del Libro, presso lo stand PubMe Collana Milos e Collana LifeBooks.

Venerdì 17 Maggio alle ore 18:15 sarò alla Caffetteria da Romi a Udine.

Venerdì 24 Maggio alle ore 18:30 con la Libreria San Leonardo di Treviso farò una presentazione in cantina, precisamente a Valdobbiadene nella splendida tenuta “Vite in Rosa”.

 

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