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“Percorsi d’Autore” diretti da Elio Pecora. Il calendario degli incontri con ingresso libero

Martedì 13 gennaio 2015  alle ore 17.00 è iniziato il primo incontro della rassegna diretta da Elio Pecora “Percorsi d’Autore” presso la sede romana della FUIS.

Incontri/conversazioni con poeti, romanzieri e saggisti. Il primo incontro con del 2015 con  Biancamaria Frabotta

L’importante  iniziativa culturale che si svolge presso la sede romana della Federazione unitaria italiana scrittori (FUIS),“Percorsi d’autore”, incontri-conversazioni con poeti, romanzieri  e saggisti a cura di Elio Pecora. La prima ospite del 2015 è stata Biancamaria Frabotta ed il suo libro di poesia “Da mani mortali” (ed. Mondatori).

Ogni martedì, per due incontri al mese, il noto poeta, scrittore e saggista Elio Pecora incontra e conversa con un autore: tema dell’incontro è non solo l’ultimo libro di ciascun autore, ma l’intero percorso artistico e culturale in cui un’opera letteraria si compie e si manifesta. Le conversazioni sono iniziate il 4 novembre 2014 con  il critico e scrittore Paolo Febbraro, il 18 novembre con la scrittrice e regista Cristina Comencini, il 2 dicembre con il saggista e critico letterario Filippo La Porta e il 16 dicembre con il narratore e saggista Paolo di Paolo.

Il nuovo programma 2015 prevede i seguenti appuntamenti: martedì 13 gennaio è stata la volta di Biancamaria Frabotta e il libro di poesia Da mani mortali (ed. Mondatori); martedì 27 gennaio Andrea Caterini e il romanzo  Giordano, (ed. Fazi); martedì 10 febbraio 2015 Edith Bruck e il romanzo Quanta stella c’è nel cielo (ed.Garzanti); martedì 24 febbraio 2015 Sandra Petrignani e il libro Marguerite (biografia in forma di romanzo su Marguerite Duras, ed. Neri Pozza).

Gli incontri si svolgono presso la sede della Fuis, in piazza Augusto Imperatore, 4 a Roma (in prossimità dell’Ara Pacis) alle ore 17.00. Ingresso libero.

 PROGRAMMA 2015 PERCORSI D’AUTORE Incontri-conversazioni con poeti, saggisti, romanzieri a cura di ELIO PECORA

Martedì 13 gennaio 2015, ore 17

incontro con  BIANCAMARIA FRABOTTA,

il libro di poesia :  Da mani mortali ,  ed. Mondadori

Martedì 27 gennaio 2015,  ore 17

incontro con ANDREA CATERINI

il romanzo  Giordano, ed. Fazi

Martedì 10 febbraio 2015, ore 17

incontro con EDITH BRUCK

il romanzo: Quanta stella c’è nel cielo, ed. Garzanti

Martedì 24 febbraio 2015, ore 17

incontro con SANDRA PETRIGNANI

il libro: Marguerite (biografia in forma di romanzo su Marguerite Duras), ed. Neri Pozza

 

Gli Autori

Da Mani Mortali Biancamaria Frabotta copertina libroBiancamaria Frabotta è nata a Roma nel 1946. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha pubblicato varie raccolte di poesia, tra le quali ricordiamo Il rumore bianco, Feltrinelli, 1982; La viandanza, Mondadori, 1995,  Terra  contigua, Empiria, 1999, 2° ediz: 2011; La pianta del pane, Mondadori, 2003 e Da mani mortali, Mondadori, 2012. Ha inoltre scritto narrativa, testi teatrali, antologie, saggi critici e una monografia dedicata a Giorgio Caproni, Il poeta del disincanto, Officina editore, 1993.  Recentemente ha pubblicato  l’autoritratto in prosa, Quartetto per masse e voce sola, Donzelli, 2009 e i saggi L’estrema volontà. Studi su Caproni, Fortini, Scialoja, Perrone editore, 2010.

da Mani mortali,  ed. Mondadori, 2012

 Mentre stanno le navi

ancorate nel mare

una luna ordinaria

va dove vuole il pendìo.

Con lo scarso dirsi di Dio.

 

Andrea Caterini (Roma, 1981) È scrittore e critico letterario. Ha pubblicato tre romanzi, Il nuovo giorno (Hacca, 2008), La guardia (Italic Pequod, 2010), Giordano (Fazi, 2014), e due libri di critica letteraria, Il principe è morto cantando (Gaffi, 2011) e Patna. Letture dalla nave del dubbio (Gaffi, 2013). Ha curato opere di autori italiani come Enzo Siciliano e Franco Cordelli. Cura l’area critica del semestrale di letteratura “Achab” e collabora ad “Alias-il manifesto”.

 dal romanzo Giordano, ed. Fazi,  2014

 

– Una società può esistere solo nel momento in cui si posseggono le caratteristiche necessarie per farne parte: una famiglia, un lavoro, degli amici. […] Ora non li avevi più, ci avevi rinunciato, o avevi smesso di credere che fossero un valore, che avessero un senso. Era proprio questo che più rigettavi: credere che bastasse avere un’occupazione, uno stato civile, un dialogo con qualcuno per essere considerato parte attiva del “meccanismo mondo”. […] Per una società si è vivi, e quindi partecipi delle sue dinamiche, solo a patto di porsi in maniera transitiva. E i residui che fine avrebbero fatto: tutto ciò che il continuo transitare lascia indietro, passivo, inattivo? Forse la società dei residui non ne tiene conto – carne morta.>

 

Edith Bruck Nasce in una numerosa e poverissima famiglia ebrea che viveva in un piccolo villaggio ai confini dell’Ucraina. Dopo l’internamento da bambina in diversi campi di concentramento nazisti (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen), comeracconta nelle sue memorie, persi i genitori a 12 anni, si sposa tre volte prima dei 20 anni. Vive viaggiando in diversi Paesi europei, dove fa la ballerina, l’assistente di sartoria, la modella, la cuoca e la direttrice di un salone di bellezza. Si stabilisce per alcuni anni in Israele e poi dal 1954 in Italia dove conosce Montale, Ungaretti, Luzi e stringe amicizia conPrimo Levi, che la sollecita a ricordare la Shoah. A Roma inizia un lungo sodalizio sentimentale e artistico con il poeta e regista Nelo Risi (che, tra l’altro, ha tratto il filmAndremo in città nel 1966, con Geraldine Chaplin e Nino Castelnuovo, dal romanzo omonimo di lei) e inizia a scrivere adottando la lingua italiana. Collabora con alcuni giornali, fra cui Il Tempo, il Corriere della Sera e Il Messaggero, intervenendo in diverse occasioni intorno ai temi dell’identità ebraica e della politica di Israele. Si cimenta nella regia, girando il film Improvviso, nel 1979 (storia dell’educazione di un adolescente all’interno di una famiglia cattolica), e più tardi il film per la televisione Un altare per la madre (1986), tratto dall’omonimo romanzo (del 1978) di Ferdinando Camon. Collabora alla sceneggiatura del film Fotografando Patrizia (1984) di Salvatore Samperi e gira qualche documentario di viaggio. Ha tradotto Gyula Illyés, Ruth Feldman, Attila József e Miklós Radnóti, e presentato Reṇukā. Vive a Roma. Nella sua narrativa, spesso autobiografica, la passione, il dissidio e la perdita diventano causa di improvvise trasformazioni della persona. E’ autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre(1988), Nuda proprietà (1993), Lettera da Francoforte (2004). Per Quanta stella c’è nel cielo ha ricevuto il Premio Viareggio.

 

da Quanta stella c’è nel cielo, ed.Garzanti

 

< Oh capire l’amore, capire gli uomini, l’uomo nel bene e nel male, mi parve un’impresa impossibile e non solo per la mia verde età, anzi, mi sentivo già vecchia come la mia mamma che aveva il triplo dei miei anni, e non di rado diceva in una sorta di soliloquio di non capire i parenti, I vicini, e nemmeno mio padre! Perché nella testa e nel cuore degli esseri coabitano la verità  e la menzogna, l’amore e l’odio, la fedeltà e il tradimento, il peccato e il pentimento, a parole. L’uomo crescendo diventa cattivo e facilmente manovrabile per compiacere chi ha in mano il potere? Solo I bambini e I vecchi sono liberi, sospirava, I primi hanno davanti un orizzonte infinito di illusioni, di possibilità, I secondi fanno segno con la testa o con gli occhi di aver vissuto la vita come una condanna già scontata….>

 

Sandra Petrignani è nata a Piacenza da padre romano (con origini umbre) e da madre napoletana. Ha studiato a Roma, conseguendo la laurea in Lettere. Dopo un esordio poetico e la scrittura di una commedia, Psiche e i fiori di Ofelia (messa in scena a Roma nel teatro della Maddalena), ha collaborato per dieci anni a Il Messaggero, dove è stata assunta nel 1987. Nel 1989 passa a Panorama. Collabora poi alle pagine culturali de L’Unità e Il Foglio. Molte delle interviste del primo periodo giornalistico confluiranno in due libri, Le signore della scrittura (1984) e Fantasia&Fantastico (1986). Nel 1982 partecipa con Vincenzo Cerami, Beniamino Vignola, Paolo Repetti, Malcolm Skey, e altri scrittori più giovani, all’avventura della Casa editrice Theoria (chiusa nel 1995). Risale al 1987 il suo primo romanzo cui seguiranno molti altri libri, articoli ed anche tre radiodrammi. Vive a Roma, con lunghi soggiorni in una casa nella campagna umbra, non lontana dalla zona d’origine del padre. I suoi libri di narrativa:Le signore della scrittura, interviste, La Tartaruga, 1984/1996; Fantasia&fantastico, interviste, Camunia, 1986; Navigazioni di Circe, romanzo, Theoria, 1987/1997; Il catalogo dei giocattoli, racconti, Roma, Theoria, 1988, Baldini&Castoldi 2000, Collana Beat n.114, BEAT, 2013; Come cadono i fulmini, romanzo, Rizzoli, 1991; Poche storie, racconti,Theoria,1993; Vecchi, racconti, Theoria 1994,  Baldini&Castoldi 1999; Ultima India, libro di viaggio , Baldini&Castoldi 1996, Neri Pozza 2006; Come fratello e sorella, romanzo, Baldini&Castoldi, 1998; La scrittrice abita qui, Collana Il cammello battriano, Neri Pozza, Milano, 2003; ed. tascabile, Neri Pozza, 2007; AA VV., Dal grande fiume al mare, Pendragon, 2003, pp. 320; Care presenze, romanzo, Venezia, Neri Pozza, 2004; Cani e gatti, racconto, Perrone, 2008; Dolorose considerazioni del cuore, romanzo, Nottetempo, 2009; E in mezzo il fiume, libro di viaggio, Laterza, 2010;Addio a Roma, Collana Bloom, Neri Pozza, 2012; Marguerite, (biografia in forma di Romanzo su Marguerite Duras), Neri Pozza 2014.

 

Marguerite ( biografia in forma di romanzo su Marguerite Duras)

 

È la storia di una vita irripetibile che si è intrecciata al colonialismo, alla Resistenza, al Partito comunista francese – con l’adesione prima, la ribellione e l’espulsione poi – al ’68, al femminismo, all’École du Regard, alla Nouvelle Vague. La storia di una donna dai moltissimi aggrovigliati amori e di una scrittrice e cineasta che, dopo la vittoria al Goncourt e il successo planetario del romanzo ispirato al suo primo amore – L’amante – ha conquistato, suo malgrado, una sterminata folla di lettori, a volte fanatici fino al culto. La storia, infine, dei trionfi e delle sconfitte di questa donna, del suo impressionante corpo a corpo con la letteratura, della sua autenticità e delle sue mistificazioni, del doloroso attraversamento dell’alcolismo, dei deliri dovuti alla disintossicazione, della sua capacità d’innamorarsi e di giocare coi sentimenti e con le parole fino all’ultimo soffio di vita. Per scoprire, infine, che nessun riconoscimento, nessuna turbinosa passione potevano guarirla dal male di vivere, dalle lontane eppure sempre attive ferite infantili e dalla lucidità con cui, in vecchiaia, avrebbe compreso che «nessun amore vale l’amore» o che «scrivere non insegna altro che a scrivere»

Ufficio Stampa

Maria Rita Parroccini – giornalista

 

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