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Ngochi Beach Food: a Viareggio tra mare, sapori e musica

NGOCHI BEACH FOOD
A Viareggio un fazzoletto di spiaggia tra sapori e musica

Ngochi…ngochi, sembra un gioco, una lenta e dolce nenia, sussurrata per addormentare un bimbo, in un caldo abbraccio, per passare dai giochi al sonno, ai sogni di bimbo, fatti di fate e gnomi gentili, puledri e gattini, sorrisi e zucchero filato. Invece è il regno di un “ragazzo” di Viareggio, che ha dato al suo locale un nome bizzarro ma è solo un modo di dire, una pagina del menù, storpiandolo, per ricordare Carmelo, dislessico, qui a Viareggio i ragazzi non invecchiano mai, rimangono fanciulli, si chiamano “logali”, perché mantengono negli occhi l’azzurro del mare, in questa lingua di terra, che va dal mare ai monti, qui il mare è azzurro, le vele tese verso il sole, la sabbia è di velluto, e un leggero refolo di vento serpeggia sotto gli ombrelli colorati per l’estate attesa tutto l’anno; Ngochi Beach Food, la passeggiata a mare, piena di negozi e colori, gente e allegria e poi……un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le vette della Pania, il profilo severo della Dormiente, la vetta più altera delle Apuane, poi un giardino antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi: qui la storia di un ragazzo che ama il jazz, la musica, pieno di passione per la sua terra, la Versilia, Viareggio, la sua grande cultura e talento inedito per la tavola, la musica, il jazz, la vela, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, inesorabile, dolce, ripetuto, senza tempo.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Mauro Andreini va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef, proprio per diventare interprete dei suoi sapori, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro della Versilia e la durezza delle Apuane, il profumo del salmastro che si confonde al Libeccio; Andreini vive la sua passione fra la cucina del ristorante NGOCHI BEACH FOOD e il jazz, aspettando settembre, la fisiologica diminuizione del turismo in Versilia, aspetta che riaprano le scuole e finalmente riappropriarsi del suo elemento, il mare, per uscire con il suo “pattino” attrezzato alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri. Qui la cucina è l’ infanzia di ognuno di noi, la rincorsa impossibile a quei profumi, a quei sapori, a quei ricordi. Qui si vive per sentire il calore della fiamma sulla propria pelle, il calore del forno, non per la gloria e Mauro Andreini è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, che è la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Una passione la sua per il mare aperto e sconfinato, la cucina e i suoi sapori fatti di ricordi, la musica e il jazz per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.

Ngochi Beach Food
Bagno Colombo A.
Viareggio

Cristina Vannuzzi

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