Mel Gibson pronto per il sequel, la “Resurrezione” dopo “La Passione di Cristo”

Mel Gibson starebbe progettando un sequel del suo controverso film del 2004 “La Passione di Cristo”. A raccontarlo all’Hollywood Reporter è stato lo sceneggiatore nominato all’Oscar per “Braveheart” Randall Wallace, che ha spiegato di essere al lavoro su una storia incentrata sulla Resurrezione.

“Ho sempre voluto raccontare questa storia”, ha detto. “La passione è l’inizio e ma c’è molto di più da raccontare di questa storia”. Wallace ha detto che lui e Gibson hanno discusso l’idea mentre lavoravano insieme sull’ultimo film da regista di Gibson, il dramma bellico “Hacksaw Ridge”, che dovrebbe uscire all’inizio di novembre.

Gibson non ha mai parlato di un seguito per “La Passione di Cristo”, che, uscito 12 anni fa, è diventato il film indipendente di maggior successo di tutti i tempi, incassando 612 milioni di dollari in tutto il mondo. Ma il racconto di Gibson sulle ultime ora della vita di Cristo, scritto e recitato interamente in latino e aramaico, ha attirato critiche diffuse da associazioni ebraiche che lo hanno giudicato antisemita. Due anni più tardi lo stesso Gibson è stato accusato di essere antisemita, dopo il suo arresto per guida in stato di ebrezza nel luglio 2006.

Wallace, che di recente ha diretto e cosceneggiato il dramma religioso “Il Paradiso per davvero”, ha assicurato che la comunità cristiana reclama da tempo un sequel del film del 2004. “La comunità evangelica considera la Passione il film più importante mai uscito da Hollywood e continuano a dirci che pensano che un sequel sarebbe un’opera ancora più grande”, ha detto Wallace che poi ha rifiutato di entrare in altri dettagli, come il costo preventivato del film sulla Resurrezione: “E ‘troppo presto per parlare di denaro. Questo è un argomento enorme e sacro”. Intanto tra pochi mesi uscirà “Hacksaw Ridge”, film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, che segna il ritorno alla regia di Gibson a dieci anni da “Apocalypto”. Il protagonista Andrew Garfield interpreta il medico realmente esistito Desmond Doss, che fu il primo obiettore di coscienza a ricevere la Medaglia d’Onore del Congresso. (fonte Adnkronos).

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