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La “Transizione Forzata” di Mauro Travasso

Mauro Travasso, scrittore e giornalista di Anzio, nasce a Velletri nel 1981. Si laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università di Bologna, lavora con organizzazioni non governative nell’ambito della comunicazione, dell’educazione allo sviluppo e della cooperazione internazionale. Nel 2007 vince una borsa di studio, offerta dall’Unione Europea, per effettuare un periodo di tre mesi di tirocinio professionale in Romania, a Bucarest, nel settore della comunicazione e del Fundraising per le organizzazioni non governative. Svolge attività di volontariato in Italia, Islanda e Canada e nel 2011 fonda un’associazione senza scopo di lucro, OltreMente, insieme a due sue amiche e colleghe, Maria Teresa Barone (fotografa) ed una giornalista, conosciute al settimanale con cui collabora, ilGranchio.Nel 2012 si è recato in Nuova Zelanda per seguire un master sull’informazione dal punto di vista manageriale con il desiderio di ampliare nuovi orizzonti. Quest’anno ha pubblicato il suo primo romanzo inedito “Transizione Forzata”, un’opera intensa dedicata a tutti coloro che hanno fatto dell’evoluzione ed il cambiamento una missione di vita. Una storia avvincente vissuta attraverso gli occhi del protagonista, Nico. Ma vi sveleremo man mano di cosa si tratta…

Mauro Travasso, scrittore e giornalista. Quando è nata l’idea di pubblicare il romanzo “Transizione Forzata?

« Come vi dicevo, mi è sempre piaciuto scrivere e cimentarmi nella scrittura. Il libro nasce come una passione; infatti ci ho messo cinque anni per terminare il romanzo e l’idea di pubblicarlo è venuta al rientro dalla Nuova Zelanda, a novembre 2012. Avevo concluso, ero soddisfatto di me stesso e ho deciso di provarci, mettermi in gioco. Quindi ho iniziato a mandare il manoscritto alle case editrici. »

Il tema centrale del libro è l’evoluzione ed il cambiamento estremo vissuto tramite gli occhi del protagonista, Nico. Svelaci parte della trama.

« Il romanzo è scritto in prima persona dal protagonista che ha 23 anni e narra una parte fondamentale della sua vita. Un romanzo adolescenziale in cui racconta il suo passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta in un contesto dove l’adolescenza non termina a 20 anni, quando non si è più formalmente teenager. Nico vive come se fosse il “cattivo” della situazione, come se avesse deciso di recitare nella sua vita questo ruolo. Un evento inaspettato, caratterizzato dalla perdita del suo migliore amico Stefano, genera in lui un forte trauma che lo fa crescere, maturare, accelerando il suo processo di transizione e  – a volte forzandolo – . Gli altri personaggi sono come satelliti che ruotano intorno a lui; proprio perché si sente il protagonista indiscusso della sua storia, ne limita la descrizione ai soli tratti di cui si sente coinvolto. Nico si renderà conto di cosa tale trauma ha scaturito in lui, lasciando ampio margine d’interpretazione al lettore, e ne comprenderà l’importanza come essenza del suo essere. La sua transizione è simile al suo carattere, è un processo brutale, irruente, materiale. Durante il suo percorso, Nico ha spesso la percezione di riuscire a cambiare lo stato delle cose che lo circondano, ma poi succede qualcosa di impercettibile che gli trasmette la sensazione di aver indietreggiato di dieci passi rispetto al punto di partenza e ricomincia da capo. Delle volte è incoerente con se stesso, perché cerca la pace, ma quando sembra che l’abbia raggiunta non è soddisfatto e riattiva il suo processo di transizione non sapendo dove vuole arrivare. In questi flussi continui emergono anche i suoi lati prettamente infantili. In seguito alla perdita dell’amico proprio per questa sua carratteristica di vivere come il “cattivo” decide di intraprendere la strada del teatro che sarà un’esperienza fondamentale per il suo passaggio. Nico si emoziona, scopre una realtà fatta da persone diverse, con vari interessi, che in un modo o nell’altro possono stare insieme, stare molto bene insieme….»

Quanto c’è di autobiografico nel personaggio di Nico? 

« Sicuramente l’avversione alla staticità della vita, la predilezione verso situazioni dinamiche per cui anche nella quotidianità preferisco fare cose diverse senza troppi schemi o programmi. E poi indubbiamente la passione per il mare per cui la linea che divide questo personaggio che ho ideato da me stesso è impercettibile. Il mare è il nostro elemento. »

Qual è il messaggio che volevi trasmettere?

« Il messaggio è quello che la vita è cambiamento e che è importante per ognuno di noi cercare sempre di crescere, di evolvere. Certo, delle volte sono le esperienze che viviamo a obbligarci a questo processo, però è importante che parta anche da noi stessi.  – Per Nico il tutto nasce da entrambe le prospettive – Nico maturerà, avrà ancora tanta strada da fare, non è arrivato a una fine, ed è proprio questo lo stimolo, il messaggio che volevo lanciare….Ad esempio credo che neanche quando si è anziani, significa che non dobbiamo avere più stimoli e che non abbiamo nient’altro da apprendere. »

Hai terminato di scrivere il romanzo quando eri in Nuova Zelanda. Cosa ti ha ispirato?

« Sono partito ad aprile del 2012 perché avevo intenzione di seguire un master che trattasse l’informazione dal punto di vista manageriale visto il mio percorso. Perché laggiù? Volevo frequentare un master in un paese dove si parlasse inglese e che non fosse europeo per ampliare i miei orizzonti. Cercando tra cosa offrivano le università dei vari paesi (USA, Canada, Australia ecc), questo in Nuova Zelanda ha colto la mia attenzione… e poi pensando alla Nuova Zelanda, un paese così lontano e affascinante dal punto di vista naturalistico come avevo visto su internet e sentito dire, ho deciso di partire – di provare quest’esperienza – . Era già da qualche anno che lavoravo al libro, l’avevo presa come una passione, per cui non è che scrivessi tutti i giorni oppure mi fossi dato una scadenza per ultimare la stesura, anche se la fine del romanzo ce l’avevo in mente già dalla prima riga che ho iniziato a scrivere. Siccome il romanzo tratta dell’evoluzione, del cambiamento, del rinnovamento (c’è scritto sulla dedica iniziale) e gli avevo dato questo taglio, il primo mese che ero in Nuova Zelanda, preso dall’euforia del posto, dal fatto che fosse tutto nuovo per me anche se prima avevo già viaggiato abbastanza e visto diversi paesi, ho scritto le ultime 80 pagine di getto.  – Mi sono immedesimato molto nei sentimenti del personaggio che avevo creato che nel libro lotta per cambiare lo stato delle cose che lo circondano – . Vivere e conoscere nuove persone con culture diverse, un nuovo stile di vita, abitudini, una natura selvaggia e incontaminata mi ha particolarmente ispirato. Prima di questo viaggio avevo vissuto diversi mesi in Spagna, in Canada, in Romania, ho vissuto 5 anni universitari a Forlì, però la sensazione del posto nuovo, di una nuova realtà è ogni volta diversa e sempre forte… Per cui mi sono sentito particolarmente ispirato anche dal contesto. »

Cosa sognava di diventare Mauro da bambino?

« Mauro da bambino voleva prima intraprendere la carriera dell’oculista e poi quella dell’ingegnere, ovvero dedicarsi a studi tecnici e scientifici. Nell’adolescenza avendo maturato la passione per i viaggi, ho deciso di imparare le lingue e dedicarmi alla politica internazionale. Ho sempre amato l’arte, ho provato a dipingere, a suonare, però mi sono reso conto che ero in grado di apprezzare e cogliere le diverse sfumature artistiche ma che non ero in grado di produrle. Ho iniziato a scrivere articoli come giornalista per hobby, ho scritto anche testi per pubblicazioni didattiche, così la mia passione per la scrittura è maturata. E alla fine ho deciso di cimentarmi nella scrittura di un romanzo visto che leggendo anche molti libri rimanevo sempre affascinato dall’intreccio delle varie storie e situazioni, così ho trovato la mia forma d’espressione artistica »

Quali sono le tue passioni ed hobby?

« La mia passione è la natura, in particolare il mare. Stare in mezzo alla natura mi rigenera sia a livello psicologico che fisico. E’ un toccasana. Passeggiare sulla spiaggia, nuotare nel mare, andare in montagna, al lago. Il contatto con la sabbia, l’acqua, la terra mi trasmette sempre nuove energie. Tra i miei hobby c’è la cucina, i fornelli mi rilassano, andare a correre insieme al mio cane, rigorosamente in spiaggia anche d’inverno. E infatti il mio amico fedele a quattro zampe è sia la mia passione che il mio hobby. E infine il cinema, i libri, le mostre, tutto ciò che riguarda attività culturali. »

Grazie Mauro per esserti raccontato a Flash Style Magazine, curiosi di intraprendere questa nuova lettura, buona “Transizione” a tutti! 

È possibile acquistare Transizione Forzata in libreria o direttamente sul sito www.maurotravasso.it

Chiunque ha desiderio di mettersi in contato con Mauro Travasso può farlo anche tramite Facebook sulla sua cliccatissima pagina “Mi Piace”

Natascia e Romina Malizia

Credito foto: Maria Teresa Barone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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