Franco Vietti e il progetto Bellatrix “La baia degli angeli”, prodotto da Guido Guglielminetti.

Bellatrix non è una band, è un progetto nato per mettere in musica le emozioni di Franco Vietti, che, in un momento in cui riscopre la sua grande passione, decide di farle conoscere attraverso chi è perfettamente in grado di esprimerle ed interpretarle come lui stesso le percepisce. E’ un progetto musicale di Franco Vietti che cerca di unire musica, testo, racconto e immagini: “La baia degli angeli” è la sua prima canzone pubblicata sulla piattaforma di you tube. Il brano è stato realizzato nel PSR studio di Peveragno, di Guido Guglielminetti (noto musicista italiano e attuale produttore artistico di Francesco De Gregori), che ne ha curato anche gli arrangiamenti. Per l’interpretazione invece Franco ha scelto Simone Nadalin (amico e front man di grande carattere dei DeaSonora).

Cerchiamo di saperne di più dall’autore stesso.

Benvenuto Franco Vietti.

Quando è entrata a far parte della sua vita la musica?

 

La musica è una passione che mi ha affascinato sin da ragazzo. Volevo suonare e ho iniziato a suonare la batteria, anni di studio ad Aosta e Torino e poi i primi gruppi e tantissimi concerti, in Italia e all’estero. Una bellissima esperienza.

 

E quando invece ne è apparentemente uscita, visto che nel frattempo ha intrapreso un percorso alternativo diverso?

 

Fare delle passioni il proprio lavoro è molto difficile, è una fortuna di cui beneficiano poche persone. E poi occorre essere obiettivi. Non credo che quelli che sono riusciti a diventare musicisti di professione siano arrivati lì per caso. Probabilmente in qualche caso può anche essere successo, ma penso che serva molto impegno, determinazione e talento. Ricordo che a Bologna eravamo veramente tanti, ma pochi sono riusciti a fare della musica una professione e pochissimi riescono a farla ancora oggi. Dopo l’università, ho preferito imboccare altre strade. E’ andata così e dopo molti anni non è possibile giudicare: dopo che le cose avvengono siamo tutti dei maestri nel dire cosa si doveva fare….

 

Le piace di più definirsi come artista oppure uno scrittore? (Di testi ovviamente…)

 

Io non sono un’artista, poiché gli artisti sono altri e lo dico non solo con grande serenità ma con l’obiettività e la maturità che il caso richiede. Io scrivo soltanto canzoni.

 

Tre canzoni che ama particolarmente…

 

Ma è difficilissimo. Ne amo tantissime e di generi musicali molto diversi. La musica è tutta bella; noni importa l’autore né chi la canta. Se una canzone è bella, è bella, punto e basta. Certo, ci sono generi musicali che preferisco ascoltare piuttosto di altri, ma non ho solo tre canzoni che amo e non saprei proprio essere così selettivo.

 

Un autore che stima in modo particolare, e perchè…

 

E qui il discorso è uguale. Ce ne sono molti e di grande talento. Sottrarsi sempre però non va bene e, dunque, se devo proprio, in ambito italiano direi Ivano Fossati. Ho avuto il piacere di conoscerlo e credo che sia un autore che ha dato un’impronta molto significativa alla musica d’autore italiana. Una persona sempre nella giusta misura ma con una sensibilità musicale eccezionale.

 

Ci dica qualcosa su “LA BAIA DEGLI ANGELI” a suo piacere, quello che vorrebbe le fosse chiesto.

 

Volevo raccontare una storia di un padre e una figlia, in un momento particolare della loro vita. Mi accontenterei che dal testo e dalle immagini si capisse che la mia intenzione fosse questa. Se devo mettermi a spiegare cosa ho voluto fare significa che non sono stato così bravo a farlo.

 

Il suo futuro sarà da cantautore o compositore?

Il futuro di ognuno di noi non lo conosce nessuno, ma cantautore proprio no. Io non canto (e meno male per voi)! Per La baia degli angeli, così come per altre canzoni che ho scritto, ho chiesto a un mio caro amico, Simone Nadalin, di dare voce ai pezzi. E’ un bravissimo cantante e sono contento che abbia accettato di darmi una mano.

 

 

grazie di averci concesso questo spazio intervista.

La redazione.

 

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