Elisabetta Viccica la stilista delle Curvy. La sua intervista “senza veli”, l’importanza di un messaggio sociale

ELISABETTA VICCICA

La stilista delle“Curvy”
Tra moda, concorsi e l’importanza di un messaggio sociale.

Intervista di Natascia e Romina Malizia

Come è nata l’idea di realizzare un brand ed una linea curvy?
Il discorso professionale è strettamente connesso alla mia esperienza personale, al cammino che ho intrapreso nella mia vita.
Quando avevo 18 anni ero magra, poi una serie di episodi che ha avuto conseguenze psicologiche importanti e con il passare degli anni ho acquistato molto peso fino ad arrivare a 150 kg.
E’ cambiato di conseguenza drasticamente il modo di vestirmi, sopra una certa taglia all’epoca non esisteva un abbigliamento adatto quindi era un’ulteriore demoralizzazione e umiliazione che si riversava a livello psico-fisico. Era difficoltoso trovare una scarpa con il tacco ed un abitino adatto perché i vestiti non mettevano in evidenza le forme valorizzando il corpo, erano simili a dei sacchi di colore scuro. L’intimo adatto non esisteva, cosa che per me era fondamentale, ho avuto sempre la passione per la lingerie ed ora ero costretta a farne a meno. A 25 anni mi ritrovavo a vestirmi come una 50-60 enne oppure indossando i cosiddetti “abiti della nonna”.

A livello psicologico è stato devastante, era come un cane che si morde la coda.
Entravo in un negozio non trovavo nulla che io potessi indossare e di conseguenza a casa riversavo la mia sofferenza nel cibo, visto che tanto non trovavo nulla allora mangiavo per rabbia. Si era innescato un circolo vizioso ed a livello mentale si è innescato qualcosa guardandomi nelle fotografie del matrimonio di mia sorella. In casa non volevo specchi quindi fino a quel momento era come se io non mi fossi mai guardata. Non mi riconoscevo, mi spaventai, dicevo che non ero io, era impossibile.
Era come se mi fossi svegliata da un sonno profondo, da un torpore. Mi sono resa conto che avevo bisogno di un aiuto psicologico per intraprendere un percorso oltre che una rieducazione alimentare. Era l’anno 2003, in poco tempo persi subito 20 kg ed iniziai a cambiare il modo di mangiare introducendo le verdure che non mangiavo e abituandomi a fare colazione, cosa che prima non facevo.
All’inizio riuscire a fare colazione era faticoso non essendo abituata a mangiare la mattina, così come l’inserimento della verdura. Iniziai ad inserire le zucchine sulla pizza bianca, poi nella pasta ed alla fine iniziai a mangiarle come contorno. Fino ad arrivare ad oggi che mangio di tutto e non salto mai un pasto. La causa del peso era l’insoddisfazione.
Dovevo riprendermi i miei spazi e prendere il controllo della mia vita.
Ho iniziato a dire no a tutto ciò che mi faceva stare male, ho iniziato a perdere peso ed a rifiutare tutto ciò che poteva destabilizzare l’equilibrio psicofisico acquistato con fatica. Il mio obiettivo era tornare a vestirmi da donna, ho sempre amato la moda e per caso conobbi tramite un’amica una persona che cuciva abiti a mano, lei fu la mia prima modellista. Feci un figurino di una sottoveste perché la mia passione è sempre stato l’intimo.
Le clienti che si recarono da questa sarta, che avevano il mio stesso problema, vedendo il mio disegno iniziarono a chiedere se anche loro potessero indossarla. Questo fu il momento in cui mi resi conto che non era solo un mio problema e difficoltà trovare abiti e lingerie femminile per chi ha una taglia superiore.
Il 10 gennaio 2010 decisi di realizzare una linea di abbigliamento, ideai il marchio ed il progetto studiando tutte le difficoltà insieme alla modellista. Bisognava realizzare abiti che valorizzassero le forme e non che le nascondessero. Sono la creatrice e titolare del primo brand italiano di lingerie curvy “Evha&Eva“ (2010) e co-ideatrice del concorso di bellezza “Miss Bella in Carne”(2012).

Quali sono state le prime iniziative che hai realizzato?
Dopo aver ideato il progetto ho continuato comunque a portare avanti anche il discorso della psicoterapia essendo consulente informatico di un team di psicologi ed in particolare a collaborare con la Dott.ssa Tania con cui ho iniziato a lavorare sull’autostima e sull’autoaccettazione del corpo.
Tramite loro ho conosciuto la Dott.ssa Laura Dalla Ragione, all’epoca referente presso il Ministero della Sanità e direttore di importanti centri per i DCA in Umbria, che si occupavano dei disturbi alimentari e delle conseguenze psicologiche: non si trattava solo di anoressia e bulimia ma anche della cosiddetta Binge Eating, il disturbo da alimentazione incontrollata. 
Fondamentalmente era il disturbo di cui io soffrivo, collaborando con loro ho capito quale fosse le mia problematica. In quel centro sono entrata nell’ottica dei disturbi alimentari e delle persone in sovrappeso. Iniziai a preparare la prima collezione e la preparazione della nascita del lancio del primo brand di lingerie in Italia curvy.
Ho camminato parallelamente dal punto di vista sociale e psicologico e la Dott.ssa Della Ragione mi ha fatto scattare l’idea di mettere in collegamento le due cose.
Nel 2010 non esistevano le modelle curvy quindi fu problematico organizzare il primo servizio fotografico. Io stessa parlavo di oversize, ossia dalla taglia 48 alla 60. I modelli che disegnavo li pensavo su me stessa e per me stessa, realizzavo tutto quello che avrei voluto e volevo indossare e non trovavo. In Italia non esisteva nulla di simile ne si palava delle curvy, sono stata una precursore della moda curvy in Italia.
Fu il mio hairstyilist di fiducia ad aiutarmi a gestire il set fotografico la prima volta e tutto ciò che era inerente al mondo della moda a livello pratico. Per la sfilata di moda avevo circa 3-4 ragazze ma era difficile riuscire a trovare modelle curvy.
Era la Fiera Umbria Sposi, per la prima volta la collezione di lingerie taglie forti sfilava in passerella con gli abiti da sposa, ma non essendoci modelle oversize, alla fine modelle taglia 38-40 hanno indossato i miei abiti che invece partivano dalla 48. Fu drammatico perché praticamente le modelle sfilavano con gli abiti spillati addosso e non rese di certo l’idea che avrei voluto trasmettere.

Il team di psicologi decise di darmi una mano e venne organizzato un evento al Castello di Fiano Romano dove si parlava di disturbi alimentari, accettazione, autostima e moda. Volevano ringraziarmi per il supporto informatico che io svolgevo nei loro confronti e così venne organizzata la sfilata all’interno dell’evento.
Coinvolsi tutte le mie amiche e misi anche un annuncio su facebook per cercare delle modelle oversize, curvy. 
Lì conobbi una ragazza che fu la mia modella per 5 anni.
La sfilata andò benissimo, ebbe successo ed iniziai a fare sfilate in giro per l’Italia. Iniziai a ricevere messaggi di ragazze e di donne da tutta Italia ed io non mi ponevo limiti di età o di taglia per farle sfilare perché la problematica era per tutte le stessa, non riuscire a trovare abiti e lingerie moderna ed elegante per taglie forti. Successivamente mi chiamarono per la Fashion Week a Milano, era l’anno 2012.
Per la prima volta a Milano durante la Fashion Week un brand italiano, il primo brand curvy, portava in passerella taglie 54-56.
Fece scalpore e un grande successo ed uscì il servizio su diverse riviste in Italia e all’estero.

Qual è il messaggio che cerchi di trasmettere attraverso il tuo brand, i tuoi progetti, la moda?
Il messaggio sociale va di pari passo con tutto quello che faccio, da sempre. 
Non faccio nulla a livello puramente commerciale, per me è fondamentale che passi il messaggio sociale. 
Realizzammo anche il primo calendario dedicato al mondo oversize dove associare il cibo in maniera sana, si chiamava “Il gusto del corpo”, gustare il proprio corpo come si gusta il cibo. Il progetto era patrocinato dalla Vicepresidenza e Assessorato alla Salute della provincia di Perugia.
 Alla fine nacque l’idea di mettere in piedi l’Associazione “Amarsi un po’” ed a lanciare il calendario come forma di sensibilizzazione con le modelle curvy il quale venne lanciato e presentato a novembre 2012.
Nello stesso anno, insieme alla mia prima modella Romina, mi venne l’idea di realizzare un concorso per le bellezze morbide, ed è quello che diventerà poi “Miss bella in carne”, in quell’anno la prima edizione venne chiamata “Miss bella tutta”, tratto dal titolo del libro dell’attrice Elena Guerrini, che ne era anche la Madrina. Nel 2011 lei mi contattò per vestirla in occasione della presentazione del suo libro “Bella tutta!
I miei grassi giorni felici”, che divenne anche spettacolo teatrale.

Così nacque la prima edizione del concorso che si svolse vicino Civitavecchia ed a dispetto di quando potessimo pensare ebbe un grandissimo successo.
Per non avere problemi di copyright il concorso divenne “Miss bella in carne”.
Nel 2014 venni contattata dall’assistente di Chiambretti per far sfilare in lingerie le mie modelle con il mio brand a “Chiambretti Supermarket” (Italia1), perché erano venuti a conoscenza della prima linea di abbigliamento curvy in Italia fondata da me.
Nell’anno precedente una delle mie ragazze venne invitata a partecipare al programma televisivo con Bonolis “Jump” (Canale5), ed io creai i suoi costumi. In quell’occasione incontrai nuovamente Nadia Rinaldi, attrice e donna che adoro.
La conobbi virtualmente quando realizzai la prima collezione e la contattati su facebook e le mandai in regalo un Baby Doll perché ho sempre visto in lei la donna ideale per la mia linea. 
Nadia elogiò la mia collezione durante la trasmissione Jump.
Ripeterò sempre che il mio brand Evha&Eva non è con scopi commerciali, tutto ruota attorno al messaggio sociale di autoaccettazione ed autostima così come l’Associazione Amarsi un Po’ ed il concorso Miss Top Curvy.

Quali altre collaborazioni ed eventi sono nati successivamente?
Negli anni sono nate collaborazioni in ambito teatrale e del mondo dello spettacolo, cinema e tv, realizzando costumi di scena e lingerie anche per il Burlesque.
Una delle più grandi soddisfazioni è stata nel 2016, più precisamente il 31 luglio 2016; obiettivo: portare il concorso di bellezza “Miss bella in carne” al centro di Roma e così è stato: l’edizione venne realizzata sul Lungotevere, davanti a Castel S.Angelo.
Le ragazze realizzarono il backstage a MondoFitness a Ponte Milvio e successivamente vennero portate con le macchine d’epoca e le vespe in giro per Roma fino all’arrivo dell’evento. Era come far rivivere le pin up anni 50’.
Sempre nel 2016 organizzammo un evento stupendo alle Scuderie Aldobrandini a Frascati, si chiamava “La sostenibile leggerezza dell’essere sogni e realtà oltre i limiti del corpo”, avevo coinvolto aziende di tutti i generi, anche maschili, obbligandoli a mettere in passerella tutte le taglie. Il mio obiettivo è stato quello di realizzare un’Accademia della moda per formare le future modelle e professioniste della moda curvy, dal momento che fino a quel momento, le ragazze che sfilavano non erano modelle professioniste (da anni ne curavo la formazione organizzando corsi di portamento e posa fotografica).

Così nel 2017 ho deciso di creare un nuovo format, “Miss bella in carne” aveva un puro obiettivo amatoriale e quindi di bellezza, dava l’opportunità di mettersi in gioco per lavorare sulla propria autostima ed autoaccettazione.
Era un messaggio sociale sotto forma di divertimento, ma era fine a se stesso. Nel 2017 ho deciso di lanciare Venere in carne per dare un’opportunità professionale a chi voleva lavorare nel mondo della moda e dello spettacolo, quindi sostenere chi veniva scartato ai casting per una questione fisica.
Infine quest’anno, anzi a fine 2017 sono iniziati i casting ma lanciato ufficialmente nel 2018, nasce Miss Top Curvy. In realtà si tratta di un format televisivo: “TOP CURVY – Model Talent”, un concorso connesso poi all’accademia e l’agenzia. Tutto diventa consequenziale, una volta iscritta al concorso vieni già scelta e si passa successivamente alla formazione nell’Academy dove collaborano docenti di portamento, interpretazione, psicologi, make-up-artist, hair-stylist e fotografi.
L’obiettivo: formare le future curvy-model italiane ed inserirle professionalmente nel mondo della moda.
“Top Curvy – Model Talent” racchiude tutti gli anni di lavoro svolti finora nell’ambito della moda per la realizzazione finale di un’Accademia professionale di formazione per la moda curvy.

7 Luglio ad Ostia (Roma) la finale del Concorso Nazionale Miss Top Curvy
Info: https://www.facebook.com/TopCurvyModel/

Credits Foto: Andrea Laureani
Model: Elisabetta Viccica

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